La Leggenda del Piave

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La prima pagine del Corriere della sera del 24 maggio 1915

Il 24 maggio 1915 l’Italia entrava in guerra contro l’Austria-Ungheria. In quei giorni, i soldati italiani, provenienti da tutte le regioni del Regno, attraversavano l’ultimo lembo della Pianura Padana, diretti verso il fronte, sulle Alpi orientali. Attraversavano anche il Piave, il fiume che, sgorgando dal Monte Sappada, nella provincia di Belluno, aggirato il Montello nell’alto trevigiano, si dirige poi dritto verso il mare Adriatico, per sfociare vicino a Venezia attraversando tutto l’ultimo lembo di pianura.

Sarebbe stata una guerra lunga e sanguinosa (al termine furono più di 600.000 i soldati italiani morti nel conflitto e quasi altrettanti i civili periti per cause di guerra, in tutto oltre 1.200.000 su una popolazione di circa 35 milioni di abitanti) ma avrebbe avuto una conclusione vittoriosa per l’Italia grazie anche ad un episodio che viene raccontato in una canzone scritta nel 1918 da un giovane compositore napoletano, Giovanni Gaeta, con lo pseudonimo [nome d’arte] di E. A. Mario: La leggenda del Piave.LocationPiaveRiver

Ascoltiamola in una versione d’epoca, cantata da Aurelio Gabrèhttps://www.youtube.com/watch?v=gRaToTnk1UE

Ed ecco il testo:

Il Piave mormorava,
calmo e placido, al passaggio
dei primi fanti, il ventiquattro maggio [1915, giorno della dichiarazione di guerra all’Austria-Ungheria da parte dell’Italia];
l’esercito marciava
per raggiunger la frontiera
per far contro il nemico una barriera. [… in realtà fu l’Italia ad attaccare l’Austria]

Muti passaron quella notte i fanti:
tacere bisognava, e andare avanti!

S’udiva intanto dalle amate sponde,
sommesso e lieve il tripudiar dell’onde.
Era un presagio dolce e lusinghiero,
il Piave mormorò:
«Non passa lo straniero!»

Ma in una notte trista
si parlò di un fosco evento, [nella versione originale, tradimento]
e il Piave udiva l’ira e lo sgomento…
Ahi, quanta gente ha vista
venir giù, lasciare il tetto,
poi che il nemico irruppe a Caporetto!

isonzosfollatiProfughi ovunque! Dai lontani monti
Venivan a gremir tutti i suoi ponti!

S’udiva allor, dalle violate sponde,
sommesso e triste il mormorio de l’onde:
come un singhiozzo, in quell’autunno nero,
il Piave mormorò:
«Ritorna lo straniero!»

E ritornò il nemico;
per l’orgoglio e per la fame
volea sfogare tutte le sue brame…
Vedeva il piano aprico, [aperto, dai monti si vede tutta la pianura padana distendersi verso Venezia]
di lassù: voleva ancora
sfamarsi e tripudiare come allora…

«No!», disse il Piave. «No!», dissero i fanti,
«Mai più il nemico faccia un passo avanti!»

Si vide il Piave rigonfiar le sponde,
e come i fanti combatteron l’onde…
Rosso di sangue del nemico altero,
il Piave comandò:
«Indietro va’, straniero!»

E.A. Mario (Giovanni Gaeta)
E.A. Mario (Giovanni Gaeta)

Indietreggiò il nemico
fino a Trieste, fino a Trento…
E la vittoria sciolse le ali al vento!
Fu sacro il patto antico:
tra le schiere, furon visti
Risorgere Oberdan, Sauro, Battisti. [Patrioti italiani giustiziati dagli austriaci]

Infranse, alfin, l’italico valore
le forche e l’armi dell’Impiccatore! [Francesco Giuseppe, l’Imperatore d’Austria]

Sicure l’Alpi… Libere le sponde…
E tacque il Piave: si placaron l’onde…
Sul patrio suolo, vinti i torvi Imperi,
la Pace non trovò
né oppressi, né stranieri!

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Il fiume Piave

La canzone racconta quattro momenti fondamentali della vicenda:

1) La marcia dei soldati verso il fronte (presentata come una marcia a difesa delle frontiere, ma in realtà fu l’Italia ad aggredire l’impero asburgico)

2) La ritirata di Caporetto

3) La difesa del fronte sulle sponde del Piave

4) L’attacco finale e la conseguente vittoria

[Nell’offensiva austriaca sul Piave e nella controffensiva italiana, conclusasi vittoriosamente con la Battaglia di Vittorio Veneto, morirono ben 118.000 soldati austriaci ed 86.500 italiani].

La musica di E.A. Mario è facile ed orecchiabile e si presta bene ad un racconto da avanspettacolo [un genere di spettacolo teatrale leggero, fatto di scenette comiche e di canzoni che precedeva gli spettacoli cinematografici negli anni fra le due guerre mondiali].

Ascolta adesso quest’altra versione, più recente (ridotta): https://www.youtube.com/watch?v=VluxUjVSMW0

Prova a rispondere a queste domande:

  1. Che cosa è cambiato? 
  2. Il carattere è rimasto lo stesso?

grande-guerraCos’era successo? Nel ventennio che seguì, il regime fascista dette grande risalto alle vicende della I Guerra Mondiale e quella che era poco piu che una canzone da teatrino si era trasformata in un vero e proprio inno eroico, tanto che, nel 1946 e 1947 venne utilizzato temporaneamente come inno nazionale.

Va però sottolineato che, nonostante sia stata in qualche modo caricata di significati particolari dal Fascismo, la Leggenda del Piave conserva ancora intatta a quasi un secolo dalla sua composizione il suo carico di commozione e di eroismo, tanto da essere diventato uno degli inni più cari agli italiani. Il Piave ha guadagnato l’appellativo di “Fiume sacro della Patria“.

Guarda anche questi filmati d’epoca, con il Bollettino della Vittoria del 4 Novembre 1918: https://www.youtube.com/watch?v=WNALt6__Oe4

[Sulla Leggenda del Piave torneremo piu avanti, per una riflessione più generale sulla musica e la guerra]

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