Mozart, l’Adagio dal Concerto per piano n. 23 in La maggiore K488

MozartA taluno potrà apparire come una semplice opinione personale, ma a mio avviso Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo 1756 – Vienna 1791) resta nella storia della musica come la più sorprendente espressione dell’innata musicalità umana. Ancor prima che per altre doti, sorprende per la naturalezza e per la sua facilità espressiva che impressiona chi mastica anche solo un po’ di quest’arte così difficile da coltivare. In lui tutto sembra naturale, quasi ovvio nella sua profonda espressività, un miracolo.

Un esempio lampante sono i ventisette concerti per pianoforte ed orchestra, tutti frutto della sua spontaneità e del profondo amore che nutriva per questo strumento, senza dubbio il “suo” strumento. Ogni ascolto è una riscoperta della sua modernità e della sua capacità di trasformare la musica in un linguaggio chiaro ed efficace con pochi tratti di penna, come forse nessun altro, né prima né dopo di lui, è riuscito a fare.

Un ascolto rivelatore può essere quello dell’Adagio dal Concerto n. 23 in La maggiore K488 per Pianoforte ed Orchestra, scritto nel marzo del 1786, quando il compositore aveva da poco compiuto trent’anni. Non credo che servano molte parole, è importante tacere ed ascoltare come Mozart ci parla con la sua musica.

Ogni commento è possibile, ma solo dopo averlo ascoltato con attenzione.

Hélène Grimaud

Tra le tante interpretazioni di pregio quella di Hélène Grimaud mi è parsa degna di un ascolto particolarmente attento. Eccola impegnata nell’Adagio del 488 dimostrandosi capace di creare un’atmosfera particolarissima in una delle pagine pianistiche mozartiane più note.

https://www.youtube.com/watch?v=j8e0fBlvEMQ

Solo ora, terminato l’ascolto, se vogliamo possiamo provare a commentare, ma forse ci accorgeremo che non è davvero necessario, la musica di Mozart dice tutto da sola…

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2 pensieri su “Mozart, l’Adagio dal Concerto per piano n. 23 in La maggiore K488

  1. qua in veneto diciamo “che mona che sei” (senza offesa). un introduzione elegante per finire con la musica di Mozart che parla da sola…. e allora che bisogno c’era del blog??

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