La didattica per competenze nella pratica dell’ascolto musicale

morana sergio_copertina_1 - stralcioPubblico l’introduzione da un mio libro in corso di pubblicazione. Spero che l’argomento possa interessare gli educatori ed i colleghi musicisti.

La didattica per competenze e la loro valutazione rappresentano un argomento di particolare attualità nel mondo della scuola italiana nonostante sia già trascorso più di un decennio dalla loro comparsa nelle “Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo” del 2007, anche quale conseguenza dell’approvazione della ”Raccomandazione relativa a competenze chiave per l’apprendimento permanente” avvenuta il 18 dicembre 2006 da parte del Parlamento Europeo e del Consiglio.

Da diversi anni ormai si organizzano corsi e incontri per diffondere la conoscenza della prassi della didattica per competenze. Frequentemente, da istituzioni pubbliche e private, giungono proposte di iniziative di aggiornamento volte a incentivare un ripensamento complessivo della didassi nel primo ciclo di istruzione. Ciononostante, complice anche una certa ambiguità nelle indicazioni ministeriali ed una diffidenza ancora diffusa nel mondo della scuola, dai contatti con colleghi e dirigenti appare chiaro come si sia ancora ben lungi da una generalizzata e soddisfacente applicazione delle nuove prassi progettuali.

Peraltro, la gran parte delle iniziative di formazione rivolte ai docenti riguardanti la didattica per competenze, tende a soffermarsi sui lineamenti generali, sostanzialmente indifferenziati per i diversi ordini di scuola e per le diverse discipline. Questa situazione viene ad assumere un peso particolare in relazione all’organizzazione della scuola secondaria di primo grado (ed ancor più in un’ottica di prevista applicazione nella secondaria di secondo grado) dove si ha a che fare con ambiti disciplinari dai confini delineati, accentuando sospetti e ritrosie. Ne nasce la necessità di approfondire una riflessione sull’armonizzazione della teoria generale con le specificità disciplinari, compito che viene lasciato – ancora una volta – sulle spalle dei docenti.

La didattica per competenze, di per sé, è uno strumento, non un fine, e richiede un minimo di addestramento per poterne fare un uso corretto. Come docente mi sono dovuto confrontare spesso con la difficoltà di sposare questo tipo di esperienza con le quotidiane problematiche dell’insegnamento musicale. In particolare, posso affermare con sicurezza che le difficoltà maggiori nell’applicazione di una didattica esperienziale si possono riscontrare nella pratica dell’ascolto e nella sua valutazione. Esso rappresenta uno dei cardini della prassi musicale nella scuola del primo ciclo (come d’altronde nella vita quotidiana), tanto nella primaria, dove la musica costituisce un’indispensabile integrazione alla formazione globale degli alunni (peraltro resa difficoltosa dalla scarsità di docenti in possesso di un’adeguata preparazione), quanto nella secondaria di primo grado, dove ha acquisito una speciale dignità, essendo ormai dal lontano 1977 assurta a materia obbligatoria con due ore settimanali di lezione e docenti specializzati.

Eppure l’ascolto musicale si propone come una risorsa flessibile, capace di interloquire con tutti gli ambiti formativi della scuola del primo ciclo e la didattica per competenze costituisce uno strumento capace di esaltarne le potenzialità. Tuttavia, per i docenti, appaiono scarse le occasioni di approfondimento formativo dedicate, nonostante comporti un impegno progettuale non trascurabile.

Da qui l’idea di mettere nero su bianco una riflessione sulle sue possibilità e prassi di applicazione, utile peraltro anche agli insegnanti di altre materie che potranno trovare riscontri sia per quanto riguarda i comuni percorsi da attivare collegialmente, quanto per l’ovvio interesse di approfondimento della conoscenza di una disciplina consorella e contigua ma spesso considerata un po’ criptica, quasi riservata ad una tipologia di iniziati. In che modo rendere praticamente attuabile questo rinnovamento? Aiutare a comprenderlo e stimolare ulteriori riflessioni è proprio lo scopo di questa raccolta di osservazioni, derivanti in gran parte dalla mia esperienza personale.

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