Come parla la musica (4): la Melodia e le sue implicazioni

Cos’è una melodia? E’ un termine che abbiamo usato già diverse volte indicando un motivo musicale, un tema. Cerchiamo una definizione più precisa. Il Dizionario della Musica Garzanti ci risponde così: “Successione lineare di note, ritmicamente organizzata ed avente senso musicale compiuto“. Ineccepibile, ma non proprio chiarissimo. Proviamo a spiegare la definizione:

  1. Successione lineare di note…: una sequenza di note musicali, messe in fila, una dietro l’altra.
  2. ritmicamente organizzata…: con un suo ritmo preciso.
  3. avente senso musicale compiuto: che abbia un senso, ci dia la sensazione di avere una sua consequenzialità, un suo significato musicale.

music-786136_960_720Qui si apre un mondo, perché ognuno può interpretare in modo personale questa idea di compiutezza, in base alla propria origine, al proprio ambiente, alle proprie esperienze di vita, al proprio carattere. Per capirci, un bambino nato in una favela brasiliana avrà un’idea di melodia diversa da quella di un contino francese del settecentesco, o alla nostra, ma tutte saranno egualmente valide, perché legate all’epoca, al luogo, alle consuetudini. Non a caso parliamo di sensazioni, che sono sempre un’esperienza personale.

Però, alla base dell’idea di melodia ci sono alcune considerazioni psicologiche comuni a tutti gli esseri umani. Le domanda che possiamo porci sono: come funziona? Qualunque sia la sua origine, qual è la sua logica interna? Serve a qualcosa? Come funziona?

Alcuni studiosi di piscologia, nei decenni passati, hanno affrontato questi interrogativi e si sono dati questa risposta, solo apparentemente complessa: “Una delle funzioni principali della melodia è creare implicazioni per gli eventi futuri(J. A. Sloboda, 1985).

Cosa significa? Una delle funzioni principali della melodia (secondo gli studiosi non è l’unica) è suggerire delle conseguenze logiche (implicazioni) per lo sviluppo del discorso musicale (gli eventi futuri).

Facciamo un esempio. Cantiamo lentamente le note Do – Re – Mi – Fa – Sol… poi ci fermiamo un attimo. Vi chiedo quale sarà la continuazione logica? Do – Re – Mi – Fa – Sol… La – Si – Do!

Ascoltiamo la sequenza completa:

Se avete ascoltato con attenzione vi sarete accorti di come le ultime tre note, dopo la pausa, abbiano rappresentato la naturale conclusione della sequenza. Abbiamo quindi creato un’implicazione, una prosecuzione logica.

Non è la sola possibile, ce ne sono molte. Per esempio:

In questo caso, dopo la fermata invece di salire (La – Si – Do) siamo tornati indietro, scendendo (Fa – Mi – RE – DO). Anche in questo caso la frase musicale ha un senso, cioè ci appare avere un inizio, uno svolgimento ed una conclusione coerenti, un senso compiuto. Ecco che abbiamo creato “una successione lineare di note, ritmicamente organizzata ed avente senso musicale compiuto“, come ci suggeriva la definizione del Dizionario Garzanti.

Ma abbiamo rispettato anche ciò che ci diceva la definizione degli psicologi, perché, suonando la prima parte della sequenza abbiamo creato le premesse logiche per la conclusione successiva, cioè per l’implicazione. Egualmente la melodia completa (tema) potrà suggerire idee per la prosecuzione (lo sviluppo).

Adesso ascoltiamo questa semplice melodia:

Osserviamola meglio, per chiarezza abbiamo numerato tutte le battute:

Melodia - An die Freude

Notiamo che:

  • Sono otto battute. Non è un caso, quasi tutte le melodie (temi) tradizionali sono formati da 8 battute. Tieni presente che otto è un numero facilmente divisibile per due e per quattro, il che ci suggerisce la possibilità di diverse simmetrie. La mente umana, sensibile alla simmetria, che è sinonimo di equilibrio, crea quasi istintivamente temi musicali di otto battute.
  • Nelle battute dispari la melodia sale, in quelle pari scende, generando un andamento simmetricamente ondulante.
  • I due gruppi di quattro battute sono uguali, salvo la 4 e la 8 che sono leggermente differenti. Infatti…
  • La battuta 4 sembra lasciarci in sospeso.
  • La battuta 8 conclude la melodia risolvendo la sospensione della 4.

Quindi potremmo concludere che:

  • up-or-downOgni battuta che sale (dispari) implica la discesa della battuta successiva (pari). E’ logico infatti che dopo una salita ci sia una discesa e viceversa.
  • La sospensione della battuta 4 genera un’altra implicazione, un senso di incompletezza che suggerisce la necessità di risolverla con una discesa, la chiusa della battuta 8, come succede nel linguaggio verbale con la domanda e la risposta. Non a caso il tono della voce nella domanda sale e nella risposta scende, proprio come nella melodia che abbiamo ascoltato.
  • C’è quindi un filo logico nella melodia, che risponde alla necessità di creare una tensione (domanda) e quindi risolverla (risposta).
  • Questa melodia è molto rassicurante, perché ad ogni domanda (tensione) corrisponde una risposta (risoluzione). Non sempre è così, a volte, proprio come nel linguaggio verbale, più tensioni si susseguono finché la risposta non arriva a risolverle. In quel caso le tensioni successive creano uno stato di attesa crescente, sempre più forte fino alla risoluzione.

Ecco un facile esempio:

Melodia - sequenza 3

Non è difficile notare come il primo gruppo di quattro note (modello) si ripeta uguale nel secondo (prima ripetizione) e nel terzo (seconda ripetizione) salendo di un tono ogni volta. In questo caso parliamo di una progressione ascendente. Una terza ripetizione segue le precedenti, la tensione si accumula fino a giungere al gruppo 4 che la risolve, concludendo.

Ascoltiamolo:

Abbiamo utilizzato esempi molto semplici, riferendoci solo all’interno della melodia stessa, per rendere più chiara la spiegazione. I compositori, che conoscono bene questo meccanismo lo utilizzano nelle loro musiche in modo più ampio e complesso rispetto ai nostri esempi.

Gli stessi principi governano anche lo sviluppo di una melodia, cioè le elaborazioni che il compositore creerà variandola in diversi modi, analogamente a ciò che facciamo nello svolgimento di un tema. Nelle prossime lezioni avremo occasioni di vedere ed ascoltare in che modo questo accade.

Per concludere, abbiamo imparato alcune cose importanti:

  1. Una melodia crea delle implicazioni psicologiche, cioè suggerisce degli sviluppi successivi, che partono dalla suo stesso interno, costruito sulle stesse regole.
  2. Il “senso” di una frase musicale è determinato dal succedersi di tensioni e risoluzioni, proprio come nel discorso, dove conclusioni e risposte seguono affermazioni e domande.
  3. Tutto questo è governato da principi di carattere psicologico che ritroviamo anche in linguaggi diversi dalla musica, sia pur declinati con i mezzi caratteristici di ognuno.

Pensaci, quando ascolti un brano musicale e prova a individuarne la logica che genera la melodia ed i suoi sviluppi. Non sempre ti sarà agevole, ma con un po’ di esercizio potrai riuscirci.

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